Chiesa di San Canciano Martire

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Il “campanile pendente” da il benvenuto in val pesarina ad uno stupito visitatore e la parrocchiale ospita un altare a portelle apribili, pregevole esempio di opera lignea intagliata, dorata e dipinta di questo territorio.

Quello che resta dell’originario complesso della parrocchiale di Prato è la torre campanaria ubicata lungo la strada statale che attraversa il paese in quella che anticamente era la zona del cimitero e della chiesa.  Arrivando a Prato lo sguardo stupito del visitatore cade sulla “torre pendente” della Val Pesarina o come lo chiamano i locali “il tòr da Prât”. L’ antico campanile, come la più famosa torre di Pisa, pende perché costruito su un filone di gesso ma non cade mai. La costruzione, risalente al 1400, ha una struttura molto elementare di dimensioni piuttosto massicce e la cella campanaria è arricchita, sui quattro lati, da aperture ad arco.
L’attuale chiesa parrocchiale di San Canciano Martire, posta sopra la strada statale, risale al 1860.
L’edificio, orientato verso Sud, è di notevoli proporzioni e la bianca facciata presenta un prospetto ingentilito da raffinate modanature che segnano un ampio arco centrale. L’interno è ad un’unica aula con un’ampia area absidale.
Sulla destra si trova un pregevole esempio di altare con portelle apribili (clicca qui) di derivazione gotica (Flügelaltar) dell’altoatesino Michele Parth da Brunico.

L’opera, definita con contratto siglato il 20 dicembre 1534, fonde i canoni tardo gotici a influssi rinascimentali.
L’altare aperto accoglie nella parte centrale i santi aquileiesi Canzio, Canziano e Canzianilla. All’interno delle portelle trovano spazio i santi Pietro e Paolo, all’esterno sono raffigurati Adamo ed Eva.
Nella predella è collocata la Natività. Gli sportelli recano all’interno i santi Giovanni Battista ed Evangelista, all’esterno è raffigurata l’annunciazione.
Di altra fattura è il trittico, in legno intagliato, dorato e dipinto, con i santi Fabiano, Sebastiano e Rocco risalente al XVI secolo. Sopra le tre nicchie che ospitano i santi è raffigurata l’annunciazione. Sembra che l’altare sia stato trasferito dalla demolita chiesa di San Sebastiano nel 1860.

Sulla sinistra un bell’esempio di scultura lignea settecentesca è rappresentato dall’altare della Madonna del Rosario di Eugenio Manzani. La semplice struttura architettonica è impreziosita da elementi decorativi: colonne tortili, foglie e putti incorniciano, in alto, l’incoronazione della Vergine in bassorilievo e la statua della Madonna che ha preso il posto della precedente pala attribuita a Giovanni Antonio Agostini.
Nella parete d’ingresso, in cantoria, è collocato l’organo rifatto nel 1865 da Giovanni Battista De Lorenzi.

Orari di apertura

La messa domenicale si celebra alle 11.00.
Troverete la chiesa aperta appena prima e dopo l’orario della funzione per poter apprezzare le opere all’interno.

Per aperture straordinarie contattare l’ufficio turistico: tel. +39.0433.69420 o via mail mail: info@comune.prato-carnico.ud.it

Indirizzo

Frazione Prato
Prato Carnico (UD)