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Il borgo di Orias

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Pietre irregolari di colore grigio e ocra, il rosso cupo del legno invecchiato ed embrici di argilla creano un architettura unica nel suo genere.

Il borgo di Orias si trova sopra la frazione di Truia ad una altitudine di 1006 m. in una posizione soleggiata dalla quale si può godere un ottimo panorama di tutta la vallata. L’agglomerato rurale è formato da dodici edifici, alcuni contigui tra loro, frutto di un’architettura spontanea di matrice contadina con i timpani rivolti a Sud tranne in due casi. Gli stavoli, costruzioni rurali, erano adibiti ad abitazioni temporanee utilizzate nei periodi di monticazione verso e di ritorno dagli alpeggi.

Al piano terra l’ambiente più grande era adibito a stalla “il cjôt”. Attigui si trovavano un ripostiglio per il latte e i formaggi ed una piccola cucina “la cjasuta”. Al piano superiore ecco il fienile ed un piccolo vano per dormire. Nel fienile veniva depositato il fieno di tre tagli diversi: “il prin tai” il primo taglio della stagione, “l’artivól” il secondo taglio e il “mujart” il terzo taglio. Per trasferire il fieno nella stalla sottostante in modo comodo e veloce lo si calava attraverso una botola che scaricava in un angolo della stalla.

La struttura degli stavoli è prevalentemente in muratura caratterizzata da sassi e lastre color grigio e ocra che creano una trama particolare. Il tetto, in scandole di legno poi sostituite in embrici di argilla, è a due spioventi di cui uno spesso presenta un prolungamento che funge da copertura al piccolo corpo adibito a cucina e a ricovero per la notte. Le aperture chiuse solo da grate in legno per permettere un tempo l’aerazione e l’essiccazione del fieno assumono una valenza decorativa come stipiti e architravi a contorno di porte e finestre.

In Orias non ci sono sorgenti naturali di acqua. Un tempo, quando l’acquedotto non era arrivato fin quassù, si utilizzava l’acqua piovana immagazzinata in cisterne interrate attraverso un sistema di grondaie in legno disposte sui tetti. La singolarità e bellezza del luogo ha fatto sì che diversi esperti abbiano studiato questo “borgo di stavoli” dove gli edifici hanno avuto un’origine comune sia spazialmente che temporalmente.
Alcuni anni orsono anche gli alunni della Scuola Primaria di Prato Carnico hanno voluto conoscere meglio questo borgo, da qui è nata la pubblicazione “Orias cui vôi dai fruts” (Orias con gli occhi dei bambini).

Con la loro semplicità e immaginazione i bambini hanno raccontato la struttura del borgo, il trascorrere delle giornate in Orias, descritto gli attrezzi usati per lavorare nei campi, nei prati e nella stalla senza dimenticare di immaginare un futuro per questo luogo.
Chissà se questi bambini si erano immaginati Orias come luogo per leggere poesie e ospitare eventi culturali?

Nei periodi estivi infatti, il borgo si trasforma per diventare anche scenario naturale dedicato ad ospitare eventi culturali a basso impatto ambientale e con mobilità lenta (letture, concerti, spettacoli teatrali…). Esempio di come sia possibile coniugare la natura con la cultura per regalare momenti ed emozioni meravigliose ai partecipanti, lontani dal clamore della vita di città.

Cliccando qui sulla scheda Stavoli di Orias si scopre come arrivare al borgo di Orias.