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L’itinerario da ponte a ponte

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Il torrente Pesarina, che attraversa la vallata, è filo conduttore di questo percorso che offre diverse curiosità dal punto di vista paesaggistico e naturalistico.

Itinerario da ponte a ponte

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Itinerario da ponte a ponte

45 min • 1.8 Km109 m salita 27 m discesa 

Parcheggiata l’auto nelle vicinanze del cimitero di Pieria, ci si incammina su strada asfaltata in salita verso la località Osteai (seguire il cartello indicativo dell’itinerario “da ponte a ponte”).
Dopo circa 500 m, all’altezza di una curva, si imbocca a sinistra il sentiero che si snoda in salita per circa 150 m (attenzione al fondo che può presentarsi sdrucciolevole).
Completato il sentiero, si arriva all’inizio della “taviéla” (campagna coltivata) dove si apre un interessante panorama sulla valle. A sinistra in lontananza si scorgono le borgate di Truia e Orias sormontate dalle Dolomiti Pesarine con le vette del Pleros, della Fuina e del passo di Entralais. Di fronte i paesi di Prato, con il suo caratteristico “tòr” (campanile pendente) e di Prico a mezza costa.

Più vicino sulla destra, il borgo di Pradumbli che si raggiunge su strada asfaltata in leggera discesa attraversando prati e campi coltivati in 25 minuti circa.
Man mano che ci si avvicina al paese compaiono i primi orti e le prime case. Si consiglia di camminare a passo lento lungo le vie e le corti del piccolo paese per coglierne il suo fascino autentico.
Proseguendo si arriva alla piccola piazza del paese dove si trova la chiesa di San Pietro oltrepassata la quale, sulla sinistra, si scende lungo un sentiero tra le case fino all’inizio del borgo (in alternativa è possibile raggiungere le prime case del paese percorrendo la strada comunale asfaltata).
Per il rientro si percorre a ritroso il tracciato.
Il percorso si collega anche con “l’itinerario dei ponti” che porta alla località di Cjampeas, al ponte tibetano e all’abitato di Prato.
L’itinerario può essere percorso anche in senso inverso partendo dalle prime case di Pradumbli.

Il ponte di Pieria

Alla partenza del percorso l’attenzione è catturata da un vecchio ponte in pietra un tempo unico accesso al cimitero e alle località di Osteai e Selva. 
Il ponte, costruito nel 1854, è l’unico dell’intera valle ad aver resistito nei secoli alle furie del torrente Pesarina. Nel 1960 il vecchio collegamento è stato abbandonato a seguito della realizzazione di un ponte parallelo in cemento armato. Nel maggio del 2015 grazie ad un lavoro di restauro durato tre anni da parte di volontari della vallata ha trovato nuova vita. 
E’ ancora vivo il ricordo delle donne più anziane che sostavano attraversando il ponte e appoggiavano “il géi” (la gerla) sul muro del parapetto ritornando dai campi e dagli stavoli di “Selva” dove venivano ospitate le mandrie prima e dopo il periodo dell’alpeggio. 

La “Taviéla” 

La “taviéla”, campagna pianeggiante appena fuori all’abitato di Pradumbli ricca di terreni feritili e produttivi, ospita campi e prati verdeggianti che gli abitanti del paese curano con le varie attività proprie di ogni stagione. “Cjamps e cjampùz” (campi più o meno grandi) sono coltivati a patate, fagioli e granoturco. In passato nella “taviéla” trovavano dimora anche coltivazioni non strettamente destinate all’alimentazione umana che oggi sono scomparse: barbabietole per le mucche e alcune leguminose da cui si ricavava un surrogato del prezioso caffè, il “caffè salvadi”. Una parte era coltivata a “cjanàipa” (canapa) raccolta durante l’estate in più riprese e lungamente lavorata per ricavarne fibre tessili.
Avvicinandosi alle prime case del paese ci sono piccoli orti dove amorevoli e sapienti mani piantano e curano le verdure di stagione, alcuni alberi da frutto e cataste di legna pronte a riscaldare i freddi inverni.

La borgata di Pradumbli

Il borgo di Pradumbli, unico ubicato sulla sponda destra del torrente Pesarina, si trova a mezza costa di fronte all’abitato di Prato. 
Anticamente qui sorgeva il “castrum dominarum” un edificio fortificato con funzione di guardia che dominava la Val Pesarina, valle che metteva in comunicazione il Cadore con la valle del Degano. Nel Medioevo Pradumbli apparteneva alle monache del monastero di Santa Maria in Valle a Cividale. Nel 1225 Gisla badessa del monastero ha consegnato il fortilizio al Patriarca. 
Il punto di riferimento dell’assetto urbanistico è la piazza adiacente alla chiesa dove tutt’ora si affacciano le case più antiche. La chiesetta, intitolata a San Pietro, è un piccolo edificio con campanile a vela posto sul colmo del tetto al cui interno trova collocazione una piccola campana. 

Nelle vicinanze Casa “Cattarinussi Puntil” è un esempio ben conservato di casa residenziale carnica del XVIII secolo. La struttura, di ampie proporzioni a pianta rettangolare, si sviluppa su tre piani più sottotetto. Il prospetto principale presenta un portale di impostazione classica ad arco a tutto sesto sopra il quale trova posto una bifora abbellita da una cornice sporgente come le altre finestre disposte simmetricamente lungo la facciata.
“Casa Toniutti” invece mantiene gli elementi architettonici del XVI e del XVII secolo. L’ ampia struttura, a pianta quadrata, ospita a piano terra un portico a tre logge con archi a tutto sesto e soffitto con volte a crociera, sotto il quale spiccano due antichi forni adibiti un tempo alla cottura del pane. Alle pareti esterne si trovano ancora gli anelli a cui venivano legati i cavalli.    (Questa è la parte di testo modificata)

Di Pradumbli, parlano nei loro scritti sia Paolo Rumiz, “Le
case di Pradumbli sono delle vere e proprie biblioteche, che se l’Italia fosse un paese normale,
andrebbero dichiarate patrimonio sotto tutela” e anche Luigi Veronelli, che ebbe modo di dichiarare
che “sperava gli trovassero un posto nel cimitero di Pradumbli, dove sono sepolti molti anarchici. Il
 cimitero è a Prato Carnico…” a ricordare che in valle “l’attività anarchica è ricordata lontanissima nel tempo ed ha riscontrato nella sezione di Pradumbli, una delle prime in Italia”.

Tutto in un giorno

Questo è il titolo dell’opera realizzata sulla cabina dell’Enel che si vede percorrendo l’ultimo tratto dell’itinerario. Leonardo Crudi, artista romano autodidatta considerato tra i più innovativi graffitisti del mondo contemporaneo, ha pensato ed immaginato un’opera particolare. Un’opera che vuole fermare e consegnare alla memoria fotografica del tempo lo sguardo stupito e ammirato di tutti i passeggeri, locali e stranieri, che per lavoro o per svago passeranno davanti alla cabina e non potranno fare a meno di soffermarsi a guardarla.
In quell’istante, in quei secondi o minuti, la camera fotografica della fantasia scatterà la foto della memoria del tempo e la tratterrà per sempre al suo interno. 
E’ una trappola per sogni, per pensieri, e diventerà una compagna insostituibile di ogni passante. Così il luogo si trasforma, diventa anche spazio di crescita culturale e di riflessione.

Scarica:

@Gino Capellari

@Giacomino Troian

Flora e fauna protette della regione Friuli Venezia Giulia potete consultarle, cliccando qui.

Si consiglia:

Indossare calzature
adeguate al tipo
di percorso.

Prestare attenzione
nei tratti con fondo sterrato
in caso di piogge
nei giorni precedenti.

Portare a casa ogni tipo
di rifiuto e di preservare
al meglio possibile
i luoghi attraversati.

Da Pieria lasciare l’auto nelle vicinanze del cimitero del paese.
Da Pradumbli lasciare l’auto nel parcheggio attiguo alla Casa del Popolo (in frazione Pieria) lungo la strada regionale e poi scendere a piedi verso l’inizio del paese di Pradumbli dove si trova la prima segnaletica per l’itinerario (sulla destra oltrepassato il ponte sul torrente Pesarina). 

Indirizzo

Borgo di Pradumbli
33020 UD