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La cascata di Fuas

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Le sue acque, oggi ammirate dai locali e dai numerosi turisti, un tempo sono state fonte di benessere e lavoro per tutta la comunità.

Fiume, mare, lago, dolce, salata, potabile, imbevibile, pioggia, neve, ghiaccio, amica, nemica, confine, infinito.

Cos’è?
L’acqua elemento indispensabile e fonte di vita sul nostro pianeta.
La Val Pesarina è ricca di questo bene prezioso. La vallata è solcata in tutta la sua lunghezza dal torrente Pesarina alimentato da una miriade di rii più o meno piccoli che scendono da entrambi i fianchi della valle.

Appena fuori l’abitato di Pesariis, quasi nascosta, si trova la cascata di Fuas. L’acqua che l’alimenta viene dall’alto, da lontano, abbracciata da maestose faggete, e con un salto si getta nel rio Possâl che a sua volta si immette nel torrente Pesarina.

In passato le sue acque, miti e dolci, hanno dato benessere e lavoro a tutta la comunità. La forza di queste acque ha mosso per decenni, attraverso pale di mulino, camme e alberi, i macchinari utilizzati nella “faria” la fabbrica di orologi F.lli Solari conosciuta in tutto il mondo. I primi orologi erano in ferro e per forgiarlo occorreva batterlo e ribatterlo per poi metterlo, rovente, a bagno nell’acqua fredda.

Percorrendo il sentiero che sale verso Fuas man mano che ci si avvicina alla cascata i canti del bosco si affievoliscono e si fa strada il suono dell’acqua che al cospetto della cascata si trasforma in schizzi e pulviscolo rinfrescanti che risvegliano i sensi. Tornando indietro il fragore si allontana e la parola dell’acqua torna mite.

Camminando si raccoglie la finezza della natura: i fiori del sottobosco, il tambureggiare del picchio, le piste dei caprioli e dei cervi che scendono al ruscello per abbeverarsi, gli uccelli che volteggiano in cielo. Solo loro sanno quanti salti nascosti ci sono sopra la cascata di Fuas da dove l’acqua inizia a correre e saltare.

Una piccola porta in un tronco indica che questo luogo è abitato dal “maciarot” (clicca qui per scoprire di più) folletto vestito di rosso che vive e si nasconde nelle ceppaie di faggio dove si mimetizza perfettamente assumendo la forma del legno. La sua natura è benevola ma se disturbato sa diventare vendicativo. Questo esserino è noto per la sua capacità di far disorientare gli uomini nel bosco, quindi attenzione!

A volte, inaspettatamente, la natura ricorda all’uomo la sua piccolezza e nella nostra valle questo è successo nell’ottobre del 2018 quando la tempesta Vaia (clicca qui per scoprire di più), con forti venti e piogge, ha raso al suolo migliaia di ettari di bosco e provocato smottamenti lungo tutta l’area montana delle Dolomiti. Le ferite sono ancora ben visibili sul nostro territorio come nell’ultimo tratto del percorso che porta alla cascata.

Cliccando qui si scopre come arrivare alla cascata di Fuas.