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I dieci borghi di Val Pesarina

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Piccoli borghi adagiati a fondovalle si inseriscono in un equilibrio unico con la natura che domina la valle.

I dieci borghi (frazioni) che compongono il comune di Prato Carnico sono adagiati a fondovalle in un armonioso equilibrio con la natura circostante. Si distribuiscono lungo i margini del torrente Pesarina che longitudinalmente attraversa l’intera valle. Ogni borgo custodisce e nasconde angoli caratteristici, gioielli di architettura carnica e centri storici di primario interesse.
Salendo verso il fondovalle, l’abitato di Croce dà il benvenuto al visitatore con la sua piccola fontana chiamata “âga dal vescump”, dove è possibile rinfrescarsi, e con l’orologio con eclittica.
Da qui si sale a Sostasio, adagiato alle falde del monte Talm, stazione di posta in epoca romana. La sua conformazione di tipo radiale vede il fulcro nell’incrocio di tutte le strade nel cuore del paese.  Si arriva poi ad Avausa con le abitazioni che si sviluppano lungo la strada comunale che si snoda in posizione più elevata rispetto al centro del paese. Si racconta che anticamente fossero due le ville che la componevano confluite poi in un’unica borgata.
Proseguendo verso monte il visitatore viene accolto dall’antico campanile di Prato (il tòr da Prât) la “torre pendente” (clicca qui per visualizzare la scheda) costruita su un filone di gesso che pende, pende ma non cade mai come la più famosa torre di Pisa.
Prato, che è il capoluogo del comune, si
adagia su terrazzi delimitati dai rii Agazzo e Denti e anticamente era composta da due distinte ville.
Sopra l’abitato di Prato si trova la soleggiata frazione di Prico posta su terrazzi a mezza costa. La
felice esposizione e l’ameno terrazzo su cui sorge facevano di questa villa uno dei centri più popolati
ed importanti del Canale di San Canciano.

Di fronte a Prato, si trova Pradumbli, unica borgata collocata sulla destra del torrente Pesarina, caratterizzata dalla “taviela” che nella bella stagione si anima di persone dalle mani laboriose che coltivano amorevolmente i loro campi. Anticamente qui sorgeva il “castrum dominarum” un edificio fortificato con funzione di guardia. Di Pradumbli, parlano Paolo Rumiz, “Le
case di Pradumbli sono delle vere e proprie biblioteche, che se l’Italia fosse un paese normale,
andrebbero dichiarate patrimonio sotto tutela” e anche Luigi Veronelli, che ebbe modo di dichiarare
che “sperava gli trovassero un posto nel cimitero di Pradumbli, dove sono sepolti molti anarchici. Il
 cimitero è a Prato Carnico…”.
Proseguendo lungo la statale si incrocia la Casa del Popolo (clicca qui per visualizzare la scheda) e si giunge a Pieria, che ospita la sede comunale citata nel 1275 “in villa di Plueria in Guardo in Carnea”. Subito dopo ecco il ridente borgo di Osais, toponimo presente già dal 1275 (“in villa di Osaies”). Camminare lungo le sue viuzze abbellite da variopinti fiori con in sottofondo il suono dell’acqua che sgorga dalle fontane è quanto mai rilassante. Merita una visita la chiesa di San Leonardo (clicca qui per visualizzare la scheda) con la zona dell’abside affrescata dall’artista Pietro Fuluto. Sopra Osais sorge Truia, la frazione più elevata del comune, tappa intermedia per raggiungere il borgo di Orias (clicca qui per visualizzare la scheda).
Ultimo paese della valle è Pesariis, centro storico primario insieme a Prato. Edifici di pregio indicano i fasti di un tempo e il Museo dell’Orologeria (clicca qui per visualizzare la scheda) con il percorso dell’orologeria monumentale ne fanno il paese degli orologi.

 

©FRANCO CASALI