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Natura e biodiversità

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La Val Pesarina invita il visitatore a scoprire la natura a passo lento in totale tranquillità.

Allo sciogliersi delle nevi, i prati di fondovalle si colorano del giallo delle primule e dei botton d’oro e del lilla dei crocus annunciando l’arrivo della primavera. Lenta arriva poi l’estate, con la tavolozza di colori dei fiori dei prati stabili. Molte sono le erbe spontanee che si trovano in valle e che si possono utilizzare in cucina: dalla “tala” (il tarassaco) agli “sclopéts” (silene vulgaris).

Oltre i 1000 m. di quota allo sciogliersi della neve fa capolino il “radìc di mont” (cicerbita alpina) presidio slow food la cui raccolta è regolamentata.

Il sottobosco regala il profumo dei mughetti e dei ciclamini, il gusto dei piccoli frutti e in autunno dei funghi. Galletti, chiodini, porcini sono usati come contorno, nei primi piatti o sott’olio mentre le mazze di tamburo sono ideali alla griglia o fritte.

Camminando in zone umide nel momento giusto si possono vedere alcuni tipi di orchidee come quelle che noi chiamiamo “las lotas” ovvero le scarpette della madonna (cypripedium calceolus) o ancora più rara la Liparide di Loesel (Liparis loeselii) censita in vallata nel 2007.

Il bosco, di abeti rossi, larici e faggi che d’autunno regalano una tavolozza di colori dal giallo al rosso, è la casa di innumerevoli animali. Non è raro incontrare piccoli roditori, lepri, scoiattoli, volpi e tassi. Caprioli e cervi cercano tranquillità nella boscaglia, tra le rocce dominano i camosci.

I più fortunati possono osservare nel loro habitat naturale le movenze del gallo cedrone, del gallo forcello, del francolino di monte ed in quota incrociare la maestosa presenza dell’aquila.

Passeggiando nei boschi si colgono i segni dell’utilizzo della risorsa legno elemento caratterizzante dell’economia locale sfruttato con grande rispetto. In vallata numerosi ettari di bosco hanno la certificazione PEFC (clicca qui per vedere il sito) indice di una gestione sostenibile del legname.

Salendo di quota la vegetazione si sfoltisce con cespugli di pino mugo e i rododendri, non mancano alcuni tra i più conosciuti fiori di alta montagna come le stelle alpine e le genzianelle.

Il sano equilibrio uomo – natura si riconosce anche nella lavorazione di orti e campi dove amorevoli mani fanno crescere naturalmente patate, fagioli, granoturco e ortaggi di stagione. Questi fazzoletti di terra sono attigui alle abitazioni o appena fuori dai paesi su “las tavielas” spazi più o meno ampi e pianeggianti dedicati ai campi e ai prati che vengono sfalciati.

Interessante la presenza di specie antiche di frutteti (antiche mele della Carnia, presidio slow food) i cui frutti vengono conservati per l’inverno o trasformati in sidro e marmellate.

©SCATS CJANALOTS , GIANPAOLO TONIUTTI

©GINO CAPELLARI

©MATTIA CLEVA